L'obiettivo
Epistemologia
Il trattamento di Psicobioterapia
Risultati clinici dell'integrazione
L'intervento integrato che proponiamo ha la finalità di attuare un collegamento sinergico tra discipline come la psicoterapia e le bioterapie, che mettendo in gioco la loro specifica identità e autonomia concretizzano un processo terapeutico psico-biologico globale, capace di intervenire nella prevenzione del benessere e nella cura dell'uomo, inteso come unità psiche-soma
Emergono delle similitudini di tipo umanistico e metodologico che sono presenti tra
la Psicoterapia e le Bioterapie:
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Il riferimento ad un individuo nella sua totalità (Olismo); in tale accezione perde valore la visione riduzionista del modello meccanicistico dell'individuo e del mondo, come parti in rapporto causalistico, verso una concezione sistemica che vede l'individuo come un microcosmo dinamico e indivisibile, in cui le parti sono interconnesse e in continuo scambio comunicativo. L'approccio olistico integra quindi il linguaggio del corpo con le sue funzioni, della mente con il pensiero, linguaggio e coscienza, delle emozioni con il comportamento non verbale e inconscio. |
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La focalizzazione sulla persona e non sul sintomo è presente in entrambe le discipline, quale ordinatore della storia dell'individuo nella trasformazione evolutiva dalle passioni (area biologica) verso i desideri (area rappresentativa) e verso le aspettative e i sentimenti (area mentale, della coscienza superiore e dell'adattamento) |
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Il rafforzamento delle parti sane e dei sistemi difensivi per favorire l'omeostasi | ° |
La centralità della relazione con il paziente. |
Nel campo clinico psicologico e psichiatrico il progetto terapeutico integrato
parte dalla diagnosi psicologica stessa, che viene ad arricchirsi di moduli
conoscitivi tipici dei quadri costituzionali delle varie Bioterapie (scelte in
integrazione) e di una approfondita analisi del terreno costituzionale pre e
postnatale specifico di quell'individuo (le meiopragie d'organo, le diatesi
omeopatiche, diatesi di Ménétrier, costituzioni in MTC, ecc.).
La psicoterapia, quindi, affina la sua comprensione diagnostica nell'impostare
un obiettivo psicoterapeutico integrato che lavora in comunione con il rimedio
scelto.
Nella floriterapia ad uno stesso disagio si associano rimedi costituzionali di
tipologia diversa, il rimedio "type" si differenzia dal "moode". Nell'omeopatia
il rimedio di fondo "il simillimum" si differenzia dal rimedio sintomatico.
Nella fitoterapia energetica-costituzionale piante diverse, identificate per
la loro energia, il loro sapore e il loro stato (caldo-freddo), intervengono
nella cura della patologia collegata ad una precisa costituzione.
Psicoterapia e rimedi concorrono a rimuovere le cause del disagio patologico,
a favorire una migliore difesa immunitaria fisica (rimedi disintossicanti e
drenanti) e psichica (miglioramento delle difese dell'Io e della relazione con
l'ambiente).
Il contratto terapeutico prevede che il paziente accetti di affrontare il suo
problema con un doppio binario: l'uso di un composto omeo o fitoterapico viene
definito come coadiuvante del processo di psicoterapia. Il rimedio si inserisce
nell'obiettivo psicoterapeutico, viene di per se' ad assumere una valenza terapeutica,
un effetto suggestivo che può favorire la stessa recettività della persona alla sostanza,
ma soprattutto rappresenta un'azione sinergica nella relazione di alleanza del
paziente con lo psicoterapeuta.
Il rimedio omeo o fitoterapico assume una connotazione simile all'oggetto
transizionale di Winnicot una sorta di rassicurazione nel processo di presa in
carico e gestione dei sintomi da parte del sistema terapeutico paziente-terapeuta.
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In tale tipo di approccio in cui il linguaggio del rimedio si integra con la comunicazione terapeutica viene preso in considerazione l'aspetto anche fisico dei sintomi stessi. |
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Si leva potere invasivo al sintomo. Il paziente è quindi stimolato a una decodifica del suo disturbo collegandolo ai suoi diversi livelli di espressione (mentale, emozionale, fisico ed energetico) |
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L'attenuazione del grado di disturbo del sintomo rafforza il legame terapeutico e stimola l'evoluzione del processo stesso: il sintomo va sullo sfondo, a favore di una elaborazione intrapsichica, il campo di attenzione di sposta sulla relazione con il Se e/o con il proprio ambiente, piuttosto che sugli aspetti esclusivi sintomatici. |
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Aumento della compliance del paziente nella gestione del suo disagio |
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Approfondimento diagnostico. |
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Potenziamento terapeutico |
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Riduzione dei tempi di trattamento |
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Miglioramento della consapevolezza del paziente rispetto alla relazione corpo-mente e quindi della capacità di favorire il proprio benessere |
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Aumento stabilità dei cambiamenti ai follow-up |